40 anni di Tendopoli in un libro. “Una famiglia un solo amore” cresciuto all’ombra del Santuario di San Gabriele

40 anni di Tendopoli in un libro. “Una famiglia un solo amore” cresciuto all’ombra del Santuario di San Gabriele

TERAMO – È stata presentata questa mattina nella Sala Assemblee del Consorzio BIM di Teramo la pubblicazione ‘Tendopoli, una famiglia un solo amore!’ realizzata dall’Associazione ‘Tendopoli di San Gabriele Ets’ (Isola del Gran Sasso, 2020) per celebrare i 40 anni di vita della Tendopoli. Anniversario questo che coincide con la celebrazione del Giubileo della Congregazione dei padri Passionisti per i suoi 300 anni di fondazione e con i 100 anni della canonizzazione di San Gabriele. Il titolo del libro, che sarà anche il tema della prossima Tendopoli che si svolgerà al Santuario dal 17 al 21 agosto prossimi, vuole mettere in evidenza che la Tendopoli, è nata e si è nutrita della spiritualità passionista, che vive nella famiglia passionista ed è cresciuta all’ombra del Santuario di San Gabriele.

La pubblicazione, che segue altre due iniziative editoriali realizzate per le celebrazioni del 25° e 35° anno di vita del movimento (‘Chi cercate? 1980-2005, i 25 anni della Tendopoli’ e ‘…E venne ad abitare in mezzo a noi, 35 years’), vuole essere “la narrazione di una vita che celebra il suo compleanno – ha spiegato padre Francesco Cordeschi, fondatore e anima della Tendopoli – Non qualcosa di passato o dimenticato, ma la gioia di scoprire le radici di una pianta fiorita per acquistare nuova forza e coraggio. I contenuti del volume vibrano di vita e di storia, di passato e di presente. Le foto dei giovani di oggi si colorano con quelle dei giovani di ieri. La storia narrata dai documenti, si illumina con la spiritualità della Tenda e le emozioni delle testimonianze mettono in luce la genuinità dell’esperienza”.

Intorno ai due contributi principali, di padre Alessandro Ciciliani che ha curato la storia della esperienza, e di padre Gabriele Cingolani che ha elaborato la teologia della Tendopoli, si snodano le 19 testimonianze della vita del movimento attraverso la narrazione di esperienze vissute, come missioni, pellegrinaggi, canti e la memoria dei giovani che hanno iniziato la Tendopoli in cielo. Arricchiscono la pubblicazione gli inediti contributi di monsignor Tonino Bello e di fratel Carlo Carretto, che trattano due tematiche che caratterizzano l’esperienza: parrocchia e preghiera. Nella parte finale, il contributo degli sportivi che da 26 anni corrono portando a staffetta la Fiaccola della Speranza, benedetta da tre papi e quello dei ragazzi del Venezuela e della Colombia, dove la Tendopoli si svolge rispettivamente da 15 e 10 anni.

“Ringrazio Dio – ha concluso padre Cordeschi – perché nella Tendopoli ho potuto realizzare con gioia quello che la mia vocazione mi chiedeva, ringrazio la famiglia passionista che ha accolto e sostenuto questo cammino. I giovani, come è mio stile, non li ringrazio, sono essi che devono ringraziare Dio che li ha chiamati a vivere questa meravigliosa avventura. A loro ripeto: ‘non è opera tua’ quindi prendi la Tenda e cammina. Il futuro della Tendopoli sei tu”.
Fonte: ekuonews.it

Intervista a padre Cordeschi

Gruppo Tendopoli

La nostra storia:
L’origine della Tendopoli non è segnata da un atto costitutivo ma come tutte le cose vissute, accadono mentre si vivono e fanno storia mentre si sviluppano. L’anno che segna l’inizio dell’esperienza è il 1980. Diversi fattori hanno favorito la nascita e la crescita della Tendopoli. Il terreno in cui l’esperienza ha posto le radici è stata la festa dei giovani al Santuario di S. Gabriele che si celebrava fin dal 1976, in un solo giorno.
Il secondo fattore determinante alla gestazione dell’esperienza, fu il servizio pastorale che P. Francesco Cordeschi aveva svolto nei primi anni di sacerdozio: le missioni al popolo.
Un terzo elemento che ha dato fisionomia alla Tendopoli sono state due esperienze vissute dal P. Francesco nel 1979 e nel 1980: il pellegrinaggio a Czestochowa e l’esperienza dei tre mesi in Palestina. Da queste due esperienze si percepì con molta chiarezza l’esigenza di impostare il lavoro con i giovani nella più assoluta precarietà e essenzialità, perché Dio si percepisce meglio nella dura lotta e nella fatica. La precarietà come deserto per recuperare la bontà del Signore diventerà l’anima dell’esperienza.
Gabriele invita i giovani all’ombra del gigante, il Gran Sasso, li conquista, li tiene svegli anche di notte. Sotto le stelle e su una collina trasformata in Tendopoli meditano, pregano, cantano. Cercano il senso della propria vita.
Per questa esperienza vengono giovani da tutta Italia, ogni anno la capacità ricettiva del santuario è chiamata a sostenere una prova sempre più dura. Ogni anno registra un nuovo record di presenze.